The Alinti Code

 
 

Attenzione! Di seguito viene rivelata la trama dell'opera

 

 
 

Jacques Saunière, anziano curatore del museo parigino del Louvre, viene trovato assassinato al centro della Galleria Grande del museo. Prima di morire, ucciso da un colpo di pistola da parte di Silas, un misterioso albino, ha trasformato la scena del delitto nella rappresentazione di una delle più celebri opere di Leonardo da Vinci: l’uomo vitruviano. Negli ultimi istanti di vita, Saunière ha dipinto un cerchio per terra con il suo stesso sangue e ha disegnato sul suo petto un pentacolo, una stella a cinque punte. Accanto a sé la frase “O, Draconian devil! Oh, lame saint! P.S. Trova Robert Langdon” e un codice numerico 13-3-2-21-1-1-8-5.

Robert Langdon è un professore di sinbologia dell’università di Harward, in quei giorni a Parigi per un’importante conferenza. Proprio la sera del delitto doveva incontrarsi con Saunière. L’investigatore della polizia francese, Bezu Fache, lo convoca al Louvre perché sospetta fortemente di lui a causa del post scriptum “Trova Robert Langdon”.

P. S. non è invece un post scriptum ma sono le iniziali di Princesse Sophie, il soprannome dato dalla vittima alla nipote Sophie Neveu, criptologa, anche lei impiegata nella polizia parigina, vissuta fin da bambina con il nonno dopo la morte dei genitori avvenuta in un misterioso incidente. Sophie incontra Robert Langdon all’interno del Luovre, ed insieme riescono a decriptare il messaggio del vecchio curatore: “O, Draconian devil! Oh, lame saint” sono l’anagramma di “Leonardo da Vinci! The Mona Lisa!” Ed è proprio sulla Monna Lisa che Sophie individua un nuovo indizio lasciato dal nonno, parole che rimandano ad un'altra opera dell’artista italiano, la Vergine delle Rocce. Dietro il dipinto è nascosta una chiave che apre una cassetta di sicurezza di un deposito bancario svizzero.

Ma perché Saunière ha cosparso di indizi in codice la scena del delitto? L’anziano curatore era in realtà l’ultimo grande maestro del misterioso Priorato di Sion, una setta fondata a Gerusalemme nel 1099 che pratica il culto della sacralità femminile e custodisce le prove di una verità inconfessabile, prove protette nell’antichità dal suo braccio armato, i Cavalieri Templari. Ed è proprio affinché quel misterioso segreto non vada perduto che Saunière agisce così in punto di morte.

Nel frattempo Silas, un monaco dell’Opus Dei agli ordini del vescovo Manuel Aringarosa si reca nella Chiesa di Saint Sulpice in cerca della famigerata “chiave di volta”, nascosta sotto la “linea della rosa”, ma sta seguendo una pista falsa. Aringarosa agisce dietro suggerimento di un misterioso maestro, pronto a vendergli a caro prezzo il segreto custodito per secoli dal Priorato di Sion.

Langdon e Sophie, nel deposito della banca svizzera riescono a decriptare il codice che apre la cassetta di sicurezza: è la serie numerica scritta da Saunière in punto di morte, ma riordinata secondo la sequenza di Fibonacci. Nella cassetta è custodito un cryptex, un cilindro di pietra a combinazione che custodisce un documento. Per aprirlo i due si rivolgono a sir Leigh Teabing, storico delle religioni, amico di Langdon, da sempre impegnato nella ricerca delle prove che possano svelare il segreto del Priorato e appassionato del mistero del Santo Graal. Teabing spiega a Sophie che ciò che il Priorato di Sion custodisce da secoli sono le prove della discendenza del Redentore che, lungi dal morire sulla croce, ha avuto una bambina, chiamata Sara, da Maria Maddalena, da cui avrebbe avuto origine la dinastia dei Merovingi. Così il sangue reale si sarebbe tramandato attraverso una linea femminile. Teabing mostra le prove di quanto da lui affermato: queste sarebbero contenute nel famoso affresco “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci, Gran Maestro del Priorato dal 1510 al 1519. Il discepolo ritratto alla destra del Redentore non è Giovanni l’Evangelista, come tramandato dalla tradizione; si tratterebbe invece di una donna, Maria Maddalena. Lo spazio fra i due corpi forma un’ideale V, lettera che simboleggia il femminino sacro. Il Salvatore ha destinato lei a succedergli alla guida della Chiesa. L’apostolo Pietro è dipinto mentre compie un gesto minaccioso verso la Maddalena, la mano simile ad una lama. Si tratta di prove sconvolgenti in grado di minare le basi stesse della Chiesa.

L’arrivo improvviso di Silas mette in fuga i tre che, a bordo dell’aereo privato di Teabing, partono alla volta dell’Inghilterra. In volo riescono ad individuare la chiave che apre il cryptex. Dentro, un altro indizio che li porta alla Chiesa di Temple Church, a Londra, e un altro cryptex, più piccolo. Ma la vera pista non conduce alla chiesa dei templari, bensì a Westminster Abbey, e in particolare alla tomba di un altro Gran Maestro del Priorato di Sion: Isaac Newton.

A Westminster Abbey, Teabing viene allo scoperto e si manifesta come il famigerato maestro, colui che aveva guidato la mano dell’albino Silas attraverso il vescovo Aringarosa. Teabing non perdonava a Saunière di aver violato l’impegno del Priorato a svelare la verità sul Santo Graal alla fine del secondo millennio. L’anziano signore tenta di impadronirsi del secondo cryptex, ma Langdon preferisce distruggerlo, perché comunque il suo contenuto era già nelle sue mani.

L’indizio contenuto nel cryptex conduce Langdon e Sophie in Scozia, alla Cappella di Rosslyn, vicino Edimburgo. Qui Sophie scopre ancora in vita la nonna e il fratello, che credeva morti. Ma, soprattutto, scopre di essere l’ultima discendente della stirpe reale del Redentore e di Maria Maddalena. Nel pavimento della Cappella di Rosslyn sono impressi i simboli del maschile e del femminile, la lama e il calice, simboli che somigliano a due piramidi, una con la punta rivolta verso il cielo e una con la stessa rivolta verso la terra. Proprio come le due piramidi fatte costruire dal presidente Mitterand all’ingresso del Louvre, la grande piramide, in superficie e, sotto, la piramide rovesciata, con il vertice rivolto verso il basso, ad indicare il punto in cui è custodito il Santo Graal, cioè la tomba di Maria Maddalena.

Decifrare il codice

 

 
 

L’Uomo vitruviano

È uno dei più famosi disegni di Leonardo da Vinci: raffigura un uomo in piedi dentro un quadrato iscritto in un cerchio.

Il nome “vitruviano” deriva dall’architetto romano Marco Vitruvio Pollione, vissuto nel I sec a.C., autore dell’opera in dieci libri De Architectura. Nel terzo libro, l’attenzione di Vitruvio si concentra sulle proporzioni umane. Ecco le indicazioni da lui lasciate:

le misure del corpo umano sono come segue, e cioè 4 dita fanno un palmo, 4 palmi fanno 1 piede, 6 palmi fanno un cubito; 4 cubiti fanno l’altezza di un uomo…La lunghezza delle braccia tese di un uomo fanno la sua altezza. Dalla radice dei suoi capelli alla punta del mento passa un decimo dell’altezza di un uomo; dalla punta del mento alla sommità della testa passa un ottavo della sua altezza; dalla punta della mammella alle radici dei capelli passerà la settima parte dell’altezza di un uomo. Dai capezzoli alla cima della testa ci sarà la quarta parte di un uomo. Il punto di massima ampiezza delle spalle contiene in sé la quarta parte di un uomo. Dal gomito alla punta della mano ci sarà la quinta parte di un uomo; dal gomito all’angolo dell’ascella passerà l’ottava parte di un uomo. L’intera mano sarà la decima parte dell’uomo. La distanza tra il punto più basso del mento e il naso, e tra le radici dei capelli e le sopracciglia, è in ciascun caso la medesima e, al pari dell’orecchio, un terzo del volto.

Un essere umano perfettamente proporzionato combacerebbe con la figura disegnata da Leonardo da Vinci,molto più precisa del disegno realizzato da Vitruvio.

L’uomo vitruviano rappresenta, in definitiva, la soluzione data da Leonardo al problema della quadratura del cerchio, cioè la costruzione di un quadrato e di un cerchio aventi la stessa superficie.

 

 
 

Il pentacolo

Il pentacolo è un simbolo esoterico costituito da una stella a cinque punte, o pentagramma, iscritta in un cerchio.

L’etimologia della parola è ancora incerta, ma sembra derivare dal greco penta (ovvero “cinque”) o, secondo alcuni, dal greco panta (“tutto”) e kleos (“azione eccelsa”).

È uno dei simboli più antichi e conosciuti dall’uomo, le cui origini si perdono nella nebbia dell’antichità, già usato dai sumeri e successivamente noto come simbolo femminile di Venere o di Ishtar e forma di riconoscimento dei pitagorici, in uso anche in diversi culti del passato come simbolo del femminino sacro, cioè della Natura.

Il pentagramma è largamente in uso ancora oggi: appare ad esempio nelle decorazioni e nei gradi delle organizzazioni militari, nella bandiera dei giochi olimpici (anche se qui è trasformato in cinque cerchi) ed è una figura centrale per diverse società esoteriche. I wiccani associano a ciascuna delle cinque punte uno degli elementi metafisici: terra (angolo in basso a sinistra), fuoco (angolo in basso a destra), acqua (angolo in alto a destra), aria (angolo in alto a sinistra) e spirito (angolo superiore). Posto in questo modo, il pentacolo simboleggia la supremazia dello spirito sugli elementi fisici. Il cerchio rappresenta invece la divinità, maschile o femminile a seconda delle diverse tradizioni.

Il fatto che fosse utilizzato come simbolo di culti pagani, in era cristiana ha finito per trasformare il pentacolo in simbolo rappresentante forze oscure o negative fino a simboleggiare la divinazione del diavolo: in questo caso, però, come spesso accade per i simboli satanici, si tratta di un pentacolo rovesciato, in modo che siano gli elementi terra e fuoco (che rappresentano la materialità e l’aggressività) a prevalere sullo spirito.

 

 
 

Monna Lisa

La Monna Lisa, conosciuto anche come Gioconda, è probabilmente il quadro più famoso del mondo, la principale attrazione del museo parigino del Louvre, dove è esposto.

Realizzato tra il 1503 e il 1506, la natura dell’immagine ritratta è stata oggetto di un fiume di discussioni, oltre che per l’espressione del volto, con il suo per molti enigmatico sorriso, anche per l’identità della dama ritratta, probabilmente la nobile cortigiana Mona Lisa Gherardini o, forse, la signora Madonna Lisa del Giocondo, da cui deriva il secondo nome del dipinto. Alcuni sostengono addirittura che possa trattarsi di un autoritratto di Leonardo, sapientemente camuffato.

Anche la storia del quadro è stata alquanto avventurosa. Leonardo da Vinci se lo portò dietro per anni per poi venderlo al re Francesco I di Francia, suo mecenate. La famiglia reale francese lo collocò nel Louvre da dove fu rubato nel 1911 in seguito ad un piano di falsificazione artistica architettato dall’argentino Eduardo de Valfierno: una volta rubato diede incarico ad un’artista di realizzare diverse copie dell’opera che poi vendette a collezionisti senza scrupoli. La Monna Lisa originale fu però ritrovata un po’ di tempo dopo nel doppio fondo di un baule di legno in casa di un operaio, complice del Valfierno.

 

 
 

La Vergine delle Rocce

La Vergine delle Rocce è un quadro commissionato a Leonardo da Vinci dalla Confraternita dell’Immacolata Concezione. Le monache avevano fornito a Leonardo le dimensioni e il tema del quadro, in cui dovevano essere presenti Maria col Bambino, Giovanni Battista bambino e Uriel, riparati in una caverna. Le monache rimasero però inorridite dalla presenza di immagini e simboli poco ortodossi inseriti da Leonardo nel dipinto, tanto che alla fine dovette realizzare una seconda versione dell’opera.

Nella prima versione, conservata al museo del Louvre, Maria sedeva con il braccio intorno al Bambino che sembrava ricevere la benedizione da parte del Battista anch’egli bambino (anziché avvenire il contrario). Inoltre Maria teneva una mano levata ad artiglio al di sopra della testa del Battista con gesto minaccioso ed Uriel, con un gesto della mano, sembrava voler tagliare l’immaginaria testa tenuta dalla mano di Maria.

La seconda versione, conservata alla National Gallery di Londra, era più “annacquata”, con i personaggi esposti in modo più ortodosso, il Bambino che tiene una croce, la mano di Maria più morbida e il gesto di Uriel cancellato.

                      

 

 
 

Il Priorato di Sion

Il Priorato di Sion è un’organizzazione reale, la cui esistenza è documentata a partire dal 7 maggio 1956, data in cui André Bonhomme e Pierre Plantard registrarono il suo statuto presso la sotto prefettura di Saint Julien en Genevois. Il nome si riferisce alla vicina montagna, chiamata Sion, nei pressi della cittadina francese di Annemasse, dove il Priorato aveva sede. Dopo un primo scioglimento fu ricostituito da Pierre Plantard ed operò tra il 1962 e il 1993.

Secondo alcuni documenti, noti come Dossier segreti (Les Dossiers secrets de Henri Lobineau) e scoperti, secondo quanto affermato dallo stesso Plantard, da Padre Bérenger Saunière mentre ristrutturava la sua chiesa nel paesino di Rennes-le-Château, la fondazione dell’organizzazione segreta sarebbe avvenuta ad opera di Goffredo di Buglione a Gerusalemme durante la prima crociata, alla fine dell’XI secolo. Il Priorato avrebbe poi ordinato la formazione dei Cavalieri Templari, loro braccio armato, per separarsene quasi un secolo dopo.

Le ricerche condotte sui misteri di Rennes-le-Château hanno portato Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln a trovare l’archivio segreto di Henri Lobineau, compilato da Philippe Toscan du Plantier, che divenne la fonte per il loro libro The Holy Blood and the Holy Grail, pubblicato in Italia con il titolo Il Santo Graal (libro al quale si è ispirato, a sua volta, lo stesso Dan Brown). Furono loro ad elaborare la teoria che il Santo Graal altro non fosse che il Sangue Reale. Tutto partiva da Rennes-le-Château, dove Saunière avrebbe trovato la tomba di Maria Maddalena e, insieme, i documenti che attestano la sacra discendenza del Redentore, una discendenza che partirebbe da Davide, primo re d’Israele e continuerebbe attraverso figure leggendarie, come re Artù, o storiche, come il merovingio Clodoveo, re di Francia.

Secondo le pergamene, dunque, il Priorato di Sion sarebbe l’antico custode della linea di sangue del Redentore e di Maria Maddalena. Tra i suoi compiti vi sono quello di proteggere i discendenti diretti del Sangue Reale e di radunare tutte le nazioni sotto la guida di una monarchia illuminata retta da un sovrano merovingio, in grado di creare un ordine mondiale di pace e prosperità, oltre che sostituire la Chiesa Cattolica Romana con una religione messianica per mezzo della rivelazione del Santo Graal.

A tal fine si sarebbero succeduti nei secoli numerosi Grandi Maestri, la cui lista è riportata nei dossier:

1. Ugo de Blancheford (1150-1151)

2. Bernard de Tremblay (1151-1153)

3. Guillaume de Chanaleilles (1153-1154)

4. Evrard de N...? (1154-1154)

5. Andrè de Montbard(1155-1156)

6. Bertrand de Blanchefort (1156-1169)

7. Philippe de Milly (1169-1170)

8. Eudes de Saint-Amand (1170-1180)

9. Arnaud de Toroge (1181-1184)

10. Gérard de Rideford (1184-1188)

11. Jean de Gisors (1188-1220)

12. Marie de Saint-Clair (1220-1266)

13. Guillaume de Gisors (1266-1307)

14. Edouard de Bar (1307-1336)

15. Jeanne de Bar (1336-1351)

16. Jean de Saint-Clair (1351-1366)

17. Blanche d'Evreux (1366-1398)

18. Nicolas Flamel (1398-1418)

19. Renato d'Angiò (1418-1480)

20. Iolande de Bar (1480-1483)

21. Sandro Filipepi alias Botticelli (1483-1510)

22. Leonardo da Vinci (1510-1519)

23. Carlo III, Duca di Borbone-Montpensier) (1519-1527)

24. Ferdinand de Gonzague (1527-1556)

25. Michel de Notre-Dame alias Nostradamus (1556-1566)

26. Duc de Longueville e Nicolas Froumenteau (1566-1575)

27. Louis de Nevers (1575-1595)

28. Robert Fludd (1595-1637)

29. Johann Valentin Andrea (1637-1654)

30. Robert Boyle (1654-1691)

31. Isaac Newton (1691-1727)

32. Charles Radclyffe (1727-1746)

33. Carlo di Lorena (1746-1780)

34. Massimiliano di Lorena (1780-1801)

35. Charles Nodier (1801-1844)

36. Victor Hugo (1844-1885)

37. Claude Debussy (1885-1918)

38. Jean Cocteau (1918-1963)

39. Pierre Plantard (1963-1981)

40. Umberto Eco (1981----)

41. [[Joanne Kate Rowling[1995-?]

 

La maggior parte degli storici non ha accettato le tesi sostenute da The Holy Blood and the Holy Grail, considerando queste pretese facenti parte di una dubbia teoria della cospirazione. Essi hanno bollato il tutto come una bufala, fornendo a tal riguardo prove che Baigent, Lincoln e Leigh avevano ignorato allo scopo di sostenere la versione mitica del Priorato. Nel 1989 lo stesso Pierre Plantard cercò di salvare la sua reputazione e il suo programma sostenendo che il Priorato di Sion era stato in realtà fondato nel 1681 a Rennes-le-Château. Nel settembre 1993 egli sostenne che Roger Patrice Pelat, amico dell’allora presidente francese François Mitterrand e al centro di uno scandalo, era stato Gran Maestro del Priorato di Sion. Un tribunale ordinò la perquisizione dell’abitazione di Plantard trovando molti documenti, inclusi alcuni che proclamavano Plantard come vero re di Francia. Plantard fu costretto ad ammettere che aveva fabbricato tutto, compreso il coinvolgimento di Pelat, e che aveva falsificato diversi documenti collegando tra loro, attraverso una serie di personaggi fittizi, molti alberi genealogici separati al fine di proporsi come discendente dei re Merovingi e avanzare anacronistiche pretese al trono di Francia. Gli fu invece imposto di cessare ogni attività del Priorato di Sion. Pierre Plantard è morto a Parigi il 3 febbraio 2000.

Voce tratta anche da http://it.wikipedia.org/wiki/Priorato_di_Sion

 

 
 

Rennes-le-Château

Rennes-le-Château è un paesino francese di poco più di cento abitanti situato a sud di Carcassonne, su una collina al confine orientale dei Pirenei, in Linguadoca.

La sua fama è dovuta alla scoperta di un presunto tesoro, ritrovato da Padre Bérenger Saunière durante i lavori di ristrutturazione della parrocchia dedicata a Maria Maddalena eseguiti tra il 1887 e il 1897.

Non si sa di preciso che natura avesse questo tesoro: uno dei diari del parroco parla di un sepolcro, trovato sotto il pavimento della chiesa; testimonianze oculari raccontano invece di un contenitore con dentro oggetti preziosi, forse nascosto dal suo predecessore, Antoine Bigou, fuggito in Spagna durante la Rivoluzione francese. La cosa certa è che, dopo il restauro, Saunière spese enormi quantità di denaro per ristrutturare la chiesa locale, costruendo una torre biblioteca, una villa, una balconata panoramica e una serra per animali esotici.

Rennes-le-Château assurse a nuova fama quando, nel 1967, lo scrittore Gérard de Sède, contattato da Plantard (fondatore del Priorato di Sion) pubblicò il libro L’or de Rennes. De Sède sosteneva il ritrovamento da parte di Saunière di alcune pergamene che facevano riferimento a un tesoro appartenente al Priorato di Sion. Queste tesi colpirono a tal punto il giornalista della BBC Henry Lincoln che, avvalendosi della collaborazione di Richard Leigh e di Michael Baigent, scrisse il libro The Holy Blood and the Holy Grail (uscito in Italia con il titolo Il Santo Graal). Secondo i tre autori, attraverso i Merovingi, il fondatore del Priorato di Sion discendeva addirittura dal Redentore che, contrariamente a quanto creduto, non era morto sulla croce ma si era sposato con Maria Maddalena e si era trasferito nella Francia meridionale. Secondo la loro versione, il tesoro ritrovato da Saunière non aveva dunque natura materiale ma documentale: si trattava in sostanza dei documenti che provavano la discendenza nota con il nome di Sang Real (Santo Graal). E il Vaticano avrebbe comprato a caro prezzo il silenzio del parroco.

In realtà è stato dimostrato che i documenti sui quali si sono basati Lincoln, Leigh e Baigent erano un falso fatto realizzare da Pierre Plantard, come egli stesso è stato poi costretto ad ammettere.

Ma al di la di tutte queste storie la cosa veramente interessante di Rennes-le-Château è proprio la sua chiesa. Essa è talmente piena di elementi gnostici e simboli esoterici da renderne quasi difficile l’identificazione come chiesa cattolica.

Sotto il portale si legge la frase “Terribilis est locus iste”, “Questo luogo è terribile”, tratta dall’Antico Testamento (Genesi 28, 17 “Questo luogo è terribile, è la casa di Dio, la porta del Paradiso”).

Entrando all’interno, a sinistra, sotto la statua della Vergine Maria, Saunière ha fatto erigere un pilastro con la rappresentazione di una croce catara del silenzio capovolta.

Dentro la chiesa, il demone Asmodeo, il claudicante guardiano del Tempio di Salomone, sorregge un’acquasantiera con lo sguardo rivolto verso il basso, così come rivolto in basso è lo sguardo di ogni altra statua che vi si trova, come se queste cercassero qualcosa sotto le fondamenta, qualcosa che può essere un tesoro, oppure l’abisso dell’Inferno.

Ma l’aspetto più sorprendente è la rappresentazione della Vergine Maria che tiene in braccio il suo Bambino mentre Giuseppe, a sua volta, ha un bimbo tra le braccia. Una tale rappresentazione di due Bambini nella stessa chiesa può essere considerata un vero e proprio sacrilegio. Secondo alcuni potrebbe essere un messaggio lasciato dall’Abbé per comunicare il suo credo cataro: i catari, infatti, ritenevano che il Diavolo fosse il fratello gemello del Redentore, morto in Cielo nello stesso istante in cui il Redentore moriva sulla croce.

Anche la Via Crucis è del tutto particolare: appesa al muro in senso contrario, la deposizione avviene di notte e non di giorno come raccontano le Sacre Scritture.

Sembra stupefacente una tale ostentazione di gnosticismo senza che ciò abbia provocato in alcun modo la reazione della Chiesa di Roma, anche se tutta la regione di Linguadoca e di Occitania è stata nel corso dei secoli un vero crogiolo di idee eretiche e anticattoliche.

 

 
 

I Cavalieti del Tempio di Salomone (Templari)

L’ordine dei cavalieri Templari risale al 1119, quando un gruppo di nove uomini, allo stesso tempo membri della chiesa e guerrieri, riuniti intorno alla figura di Hugues de Payns (primo Gran Maestro) fecero voto di proteggere i pellegrini che si recavano nei luoghi sacri nei pressi di Gerusalemme, andandosi così ad aggiungere ai diversi ordini monastico/guerrieri che difendevano i luoghi sacri: i cavalieri del Santo Sepolcro, gli Ospedalieri, i Cavalieri Teutonici.

Il re Baldovino II gli assegnò come alloggio la moschea di al-Aqsa, costruita nello stesso sito del Tempio di Salomone: da qui il nome di Cavalieri del Tempio di Salomone o, più semplicemente, Templari.

La loro opera in Terrasanta era ritenuta importante al punto che venivano loro offerte sostanziose donazioni e l’esenzione dal pagamento delle tasse, il che permise all’ordine di accumulare enormi ricchezze. Inoltre tutti i membri dell’ordine erano tenuti a rispettare le promesse di castità e povertà e le loro ricchezze personali venivano messe a disposizione dell’organizzazione.

Nel 1291 i territori controllati dai Templari caddero nelle mani dei musulmani e questo decretò la loro fine. Sedici anni dopo furono accusati di eresia, blasfemia e omosessualità dal re di Francia Filippo il Bello, forse interessato alle loro enormi ricchezze, con la complicità del papa Clemente V.

Nel 1314 l’ordine venne perseguitato, i suoi membri dispersi, il loro capo, Jacques de Molay, ventitreesimo e ultimo Gran Maestro, bruciato sul rogo.

Qui finisce la storia dei Templari e cominciano le leggende. Secondo molti le ricchezze dell’ordine derivano dalla scoperta del tesoro di re Salomone avvenuta sotto la moschea di al-Aqsa, in cui aveva sede l’antico Tempio. Secondo altri avrebbero addirittura trovato il Sacro Graal, che sarebbero riusciti a trafugare in Scozia nel 1307, nascosto nei pressi della Cappella di Rosslyn.

 

 
 

Chiesa di Saint Sulpice

L’attuale struttura di Saint Sulpice fu eretta a partire dal 1646 ed ha fra i motivi di particolare interesse la linea della rosa, cioè la linea di un meridiano che passa attraverso la chiesa.

Saint Sulpice presenta un collegamento con il fantomatico Priorato di Sion, poiché Bérenger Saunière fece visita all’abate Bieil, direttore del seminario di Saint Sulpice con i documenti recuperati,pare, dalla chiesa di Rennes le Château.

Image GNU Free Documentation License  from: http://fr.wikipedia.org/wiki/Image:225px-Paris_St-Sulpice-Turm-1-.jpg

 
 
 

La sequenza di Fibonacci

La sequenza del matematico Fibonacci inizia con i numeri 0 ed 1 e prosegue aggiungendo alla serie un numero pari alla somma dei due che lo precedono: così si ha 0 1 1 2 3 5 8 13 ecc. Dividendo qualsiasi numero della serie per il precedente, si ottiene un numero molto importante, conosciuto come phi, che tende ad approssimarsi a 1,618.

La sequenza di Fibonacci e phi sembrano apparire in modo casuale in molte manifestazioni della natura oltre che nei progetti umani, anche se ricorrono pure numeri generati da altre sequenze.

Phi è meglio conosciuto come sezione aurea o proporzione divina e compare assai spesso in architettura (ad esempio nella realizzazione del Partenone), nella musica, nella pittura.

Secondo Mario Livio, la prima codificazione di phi risale al 300 a.C. ad opera di Euclide di Alessandria che la indicò con la lettera tau, con cui fu notà per tutta l’antichità. Il nome di sezione aurea fu invece introdotto assai tardi, nel XIX secolo.

Secondo alcuni Leonardo utilizzò in molti suoi dipinti la sezione aurea, anche se gli studi euclidei furono introdotti storicamente molti anni dopo la realizzazione della maggior parte delle opere leonardesche.

 

 
 

Il Santo Graal

Se esiste davvero e che cosa sia realmente il Santo Graal non lo sa nessuno. La sua origine deriva da miti antichissimi, celtici e precristiani, anche se la versione della storia più nota, che identifica il Graal con la coppa in cui Tommaso d’Arimatea raccolse il sangue del Salvatore dopo la crocifissione, risale ai secoli XII e XIII. Il mito del Graal ha influito molto anche nella letteratura: il primo romanzo in cui appare è il Perceval di Chrétien de Troyes.
Molti considerano il Santo Graal non come un oggetto reale, ma come un simbolo: la sua ricerca sarebbe un viaggio spirituale verso l’illuminazione, il suo ritrovamento garantirebbe un ritorno alla prosperità e alla salute. I libri su cui, probabilmente, si è basato Dan Brown sono quelli scritti da…. Furono loro a elaborare la teoria Santo Graal = Sang Royal (Sangue Reale). La loro teoria partiva da Rennes-le-Château dove Bérenger Saunière, durante i lavori di restauro esiguiti a fine ottocento, scoprì qualcosa che lo rese immediatamente ricco e famoso. Secondo i tre scrittori l’abate Saunière avrebbe trovato il sepolcro di Maria Maddalena con prove e documenti a suffragio della sacra discendenza del Signore. A sostegno della loro tesi hanno presentato alcuni indizi: l’ingresso della chiesa è sormontato da una statua della Maddalena, come alla Maddalena è dedicata la nuova Torre Magdala costruita da Saunière; la stessa appare con una coppa in mano ai piedi del Salvatore nel mosaico rappresentante l’ultima cena. Infine, le iniziali dei nomi dei santi raffigurati dalle statue collocate nella chiesa formerebbero la parola GRAAL.

 

 
 

Dinastia dei Merovingi

Lo scrittore Lawrence Gardner ha ricostruito la genealogia del Sangue Reale. L’albero genealogico parte da Davide, primo re d’Israele, passa per il Salvatore e annovera figure leggendarie come Re Artù o storiche come il merovingio Clodoveo, re dei Franchi. La genealogia proseguirebbe fino agli attuali St. Clair, o Sinclair, e Plantard. William St. Clair, Gran Maestro dei massoni in Scozia e presunto discendente della dinastia dei merovingi, fu colui che fece costruire la Cappella di Rosslyn, luogo in cui, secondo alcuni, è tutt’ora conservato il Santo Graal.

I merovingi facevano invece risalire la loro stirpe a Meroveo, un semidio nato da due padri, Clodio e un mostro marino che sedusse sua madre.

 

 
 

L’ Ultima cena

L’Ultima cena, o Cenacolo, di Leonardo da Vinci è un dipinto a tempera di 460x880 cm realizzato tra il 1494 e il 1497 per il duca di Milano Lodovico Sforza.

Il dipinto è stato realizzato su una parete del Refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano. Contrariamente agli usi dell’epoca, rifiutando il tradizionale procedimento della pittura a fresco che non gli consentiva ripensamenti e cambiamenti e che limitava fortemente il tempo di realizzazione dell’opera, Leonardo sperimentò una nuova tecnica di pittura a secco con colori simili a quelli che usava per le tavole. La nuova tecnica si dimostrò fallimentare, tanto che dopo pochi anni il dipinto cominciò a deteriorarsi. Nel corso dei secoli sono stati effettuati diversi restauri, alcuni dei quali dannosi, fino al restauro cominciato nel 1948 (dopo che il Cenacolo era sopravvissuto miracolosamente ad un bombardamento che ha distrutto la chiesa) e concluso nel 1999, restauro che ci consente di ammirare, almeno in parte, questo capolavoro.

Il tema rappresenta l’Eucarestia, in particolare il momento in cui il Signore rivela agli apostoli che uno di loro lo avrebbe tradito. La figura del Salvatore è posta al centro, con le braccia aperte in un gesto di quieta rassegnazione. Alla sua destra e alla sua sinistra gli apostoli si animano drammaticamente. I loro gesti sono di stupore e incredulità: chi si alza, chi spalanca le braccia, chi si porta le mani al petto.

Il Cenacolo è al centro di tutta la costruzione del Codice da Vinci.

Secondo Dan Brown la figura a sinistra del Salvatore sarebbe identificabile con una donna, Maria Maddalena, e la V formata dai due corpi con il simbolo di femminilità. Inoltre la presenza di un pugnale starebbe ad indicare una minaccia alla Maddalena stessa, da parte dell’apostolo Pietro, fondatore della Chiesa.

Per poter giudicare l’ipotesi di Dan Brown sull’identità della figura, storicamente attribuita dalla critica a Giovanni Evangelista e dall’autore del Codice alla Maddalena, occorre soffermarsi su qualche considerazione.

Secondo la professoressa di arte religiosa e di storia culturale Diane Apostolos Cappadona il genere sessuale è un concetto socialmente e culturalmente condizionato e ciò che oggi è considerato maschile e femminile potrebbe non essere stato accettato come tale in passato. In particolare, Giovanni Evangelista appare nella tradizione come un giovinetto effeminato e dalla pelle liscia.

Una seconda considerazione riguarda le modalità secondo le quali è stato realizzato il dipinto. Leonardo ha lavorato per anni nel refettorio in cui continuavano a mangiare i monaci domenicani, sotto gli occhi di quelli che da sempre sono considerati tra i più strenui difensori dell’ortodossia cattolica. Possibile che in queste condizioni possa aver infarcito il suo dipinto di elementi tanto eretici?

C’è anche chi suggerisce la possibilità che la figura di Giovanni Evangelista possa essere in realtà una figura femminile, attribuibile però alla Vergine Maria, che come madre del Signore appare nei momenti più significativi della sua vita. In effetti, confrontando il volto di Maria come appare nel dipinto de La vergine delle rocce e quello del Cenacolo, si nota una certa somiglianza e ciò è tanto più significativo trattandosi di dipinti di Leonardo, così attento all’immagine dei volti.

 

 
 

Temple Church

Temple Church, a Londra, è una costruzione risalente a metà del dodicesimo secolo, periodo nel quale i templari godevano di grande potere e considerazione in particolar modo in Inghilterra. L’edificio, famoso per essere "protetto" dalle effigi in pietra dei cavalieri, era destinato a rappresentare la sede dei templari ma è stato utilizzato anche come residenza da re ed inviati del Papa e persino come banca di deposito della corona.

Nel 1307, dopo l’abolizione dell’ordine, è diventato proprietà dei monarchi inglesi che lo hanno affidato ai cavalieri ospedalieri, fino al loro scioglimento nel 1540.

 

 
 

Westminster Abbey

L’abbazia di Westminster (il cui nome completo è Collegiate Church of Peter in Westminster) è una chiesa in stile gotico, situata a Londra a ovest del palazzo di Westminster, sede del parlamento. È stata costruita tra il 1045 e il 1050 e poi ricostruita tra il 1245 e il 1517 dopo i danni gravissimi subiti durante un’incendio nel 1298.

Ciò che rende importante Westminster Abbey è la tradizione che la vuole sede dell’incoronazione dei reali d’Inghilterra sin dal 1066. Essa è inoltre sede di sepoltura di parte dei sovrani e di alcuni tra i più illustri Inglesi: Shakespeare, Dickens, Chauser, Kipling, Churchill, Livingstone, Newton e altri ancora, compresi alcuni santi.

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La Cappella di Rosslyn

La Cappella di Rosslyn, conosciuta anche con il nome di Cattedrale dei Codici, si trova in Scozia, nei pressi di Edimburgo.

Molti la considerano come il luogo in cui è stato nascosto, o in cui è nascosto tutt’ora, il Sacro Graal, poiché la sua costruzione fu iniziata nel 1446 per ordine di sir William Sinclair, o St. Clair, secondo le leggende diretto discendente della dinastia dei merovingi. E fu lo stesso Sinclair, Gran Maestro della massoneria scozzese, a dirigere personalmente i lavori di costruzione, che si interruppero alla sua morte avvenuta nel 1484.

Tutt’oggi solo il coro e una parte in cui vengono celebrate le funzioni sono complete.

Pare che l’intento di William Sinclair fosse stato quello di rappresentare, in piccolo, il Tempio di Salomone a Gerusalemme, a riprova dei numerosi rapporti intercorsi tra massoni e templari, rifugiatisi in Scozia intorno al 1307. E per questo sono molti a pensare che da qualche parte sotto il pavimento siano conservati documenti scoperti a Gerusalemme dallo stesso Ugo di Payens.

Ciò che è indubbio è che all’interno della Cappella di Rosslyn si respira un’atmosfera del tutto particolare, dovuta alla presenza di decorazioni che si rifanno a un simbolismo cristiano e giudaico, ma anche greco, latino, celtico e templare.

E chi osserva attentamente si accorgerà della presenza di alcuni anacronismi precolombiani, come decorazioni in cui compaiono mais e cactus di aloe: a tal proposito sembra che i templari già nel XIV secolo abbiano finanziato la costruzione di una flotta con cui avrebbero raggiunto il nuovo mondo.

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La grande piramide

Progettata da I. M. Pei come nuovo ingresso per il museo del Louvre e voluta dal presidente Mitterrand, la grande piramide è formata da 698 lastre di vetro temprato tenute da una struttura di acciaio alta sei metri.

 

 
 

La piramide rovesciata

La piramide inverse, o piramide rovesciata, si estende nel sottosuolo in corrispondenza della piramide in superficie.

 

 

 
   

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